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Prostituzione e legalità: differenze fra i vari stati.

La maggior parte delle persone vede la prostituzione come un’attività moralmente deprecabile e più generalmente “sporca”. Tale concezione non è del tutto sbagliata visto che gran parte delle persone che svolgono questo lavoro, lo fanno in ambienti (o comunque) contesti non propriamente paradisiaci.

Nonostante ciò, anche chi non conosce da vicino il mestiere più antico del mondo, non può negare la netta differenza che esiste tra la passeggiatrice che si può incontrare lungo le strade di notte, con le escort, figure “professionali” d’alto bordo che fanno un’accurata selezione della clientela.

Si tratta di due mondi estremamente diversi, che al contempo però si sfiorano, visto che i “beni” offerti sono sempre quelli: il corpo, la compagnia, l’intrattenimento e il sesso. Eppure in molti continuano a confondere i due volti di un fenomeno che è sempre esistito e, presumibilmente, sempre esisterà.

Prostituzione e legalità: le differenze tra i vari stati

Nel mondo, in base a usanze, costumi e leggi, l’attività il meretricio viene vista in maniera estremamente diversa. Esistono nazioni che hanno regolarizzato questo mestiere, rendendolo come tanti altri (e quindi soggetto a tasse) si tratta di nazioni come: Germania, Olanda, Austria, Svizzera, Grecia o Spagna ed è assolutamente legale.

Tutto il processo viene regolamentato così come la pulizia e i diritti delle donne (o uomini) che lavorano in questo campo, sono assicurate dalla legge. Naturalmente in questo caso non si parla di persone che esercitano sul marciapiede, ma di escort che praticano la loro attività in ambienti riservati e appositamente ideati a questo scopo.

Vi sono poi gli stati dove questa attività, in ogni sua forma, è assolutamente illegale: esclusi

Libano, Tunisia e Turchia, tutto il mondo musulmano vieta assolutamente la prostituzione, punendola duramente. Anche altre nazioni come Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria ma anche in diversi stati degli Usa è severamente vietato avere rapporti sessuali in cambio di un compenso monetario.

E l’Italia quale posizione assume?

La nostra nazione rientra in una terza categoria, quella che adotta il Modello abolizionista.

Negli stati che hanno assunto questo atteggiamento verso queste pratiche, non è proibita la prostituzione, ma lo sfruttamento di questa attività da parte di terzi. Sono infatti punibili il favoreggiamento, l’induzione o il reclutamento di persone al fine di ottenere un vantaggio personale.

L’Italia è in buona compagnia, visto che questa tipologia di regolamentazione è condivisa con paesi come Gran Bretagna, Brasile, Argentina, India, Israele e tanti altri. Un atteggiamento per certi versi ambiguo, che si presta a diverse tipologie di interpretazione e a mille sfumature. Nel nostro caso, la svolta è giunta con la legge Merlin del 1958 di fatto, le famose “case chiuse” hanno terminato la loro esistenza.

Sempre più persone paventano la loro eventuale riapertura per diversi motivi:

Entrate all’erario: vista la crisi galoppante, secondo molti, riaprire le case chiuse regolamentando le attività con una tassazione regolare, risulterebbe estremamente benefico per le casse dello stato.

Decoro delle strade: proprio la posizione ambigua assunta dallo stato, ha creato dei problemi di decoro lungo le strade della nostra penisola. Dopo una certa ora infatti, esse si riempiono di “professioniste” che mettono in bella mostra il proprio fisico: uno spettacolo non apprezzato da tutti.

Prevenire il diffondersi delle malattie: l’imperversare di passeggiatrici sulle tangenziali ha anche favorito la diffusione di malattie veneree e non solo.

Regolamentare con la reintroduzione delle case chiuse, potrebbe il numero di “praticanti” in strada, portando i potenziali clienti a consumare le prestazioni negli edifici prestabiliti.

Escort o passeggiatrice? Stesso campo, prestazioni estremamente diverse…

Come già affermato, sotto il termine prostituzione è racchiuso un mondo costituito da diverse realtà: da quelle più misere e inaccettabili, sino a vere e proprie figure professionali ricercatissime in questo ambito. La legge italiana (ma non solo) sembra ancora lontana anni luce dal comprendere questo fenomeno e dal riuscire, per quanto possibile, a regolamentarlo per rendere la vita più semplice sia a chi esercita, sia ai clienti.

La passeggiatrice spesso vittima dello sfruttamento

La figura della lucciola è ormai tristemente di contorno a molti viali italiani durante le ore notturne e non solo. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di povere ragazze (spesso straniere) che per un motivo o per l’altro si sono ritrovate a dover svolgere questo tipo di lavoro in condizioni igienico sanitarie piuttosto discutibili.

Lavorando in strada e al buio, la passeggiatrice è soggetta a violenze e non ha praticamente nessuna tutela: si tratta di un lavoro estremamente pericoloso che vede figure utilizzate da sfruttatori senza scrupoli (i protettori) che da esse ottengono lauti guadagni. Mafia e organizzazioni criminali vedono nello sfruttamento della prostituzione una grande risorsa per i loro loschi affari e, a quanto pare, lo stato non riesce a scalfire questo enorme giro d’affari.

Escort: le professioniste del sesso

Ben diversa è la figura della escort dove si possono facilmente individuare in rete su siti di incontri specializzati come ARCATON dove la qualità e la scelta della materia prima non lascia delusi anche i gusti più difficili e raffinati ma trattandosi di professioniste, che prendono sul serio il proprio lavoro, non è poi così facile fissare un appuntamento al primo colpo.

Nella maggior parte dei casi, queste girl praticano la prostituzione in ambienti ben diversi e le loro prestazioni non si limitano al solo rapporto sessuale. Questa figura professionale infatti, risulta nella maggior parte dei casi totalmente indipendente e, oltre a consumare rapporti con il cliente, risulta una figura che fa da accompagnatrice (nel vero senso della parola) in occasione di meeting lavorativi o eventi privati importanti dove Manager e professionisti di vari livelli si affidano a queste ragazze di bella presenza e culturalmente preparate per affiancarsi a una figura sensuale e piacevole nelle trasferte lavorative e, possibilmente, finire la giornata in bellezza (un po’ come nel film Pretty Woman con Richard Gere e Julia Roberts).

Potendo operare con una certa clientela solitamente benestante, le escort scelgono il proprio cliente facendo selezione e, molto spesso, limitandosi a un numero ristretto di “affezionati”.

Naturalmente le tariffe, in questo caso, sono corrispondenti alla qualità offerta: si va da qualche centinaio di euro per una singola serata sino a migliaia e migliaia di euro per un intero weekend. In alcuni casi si tratta di figure estremamente ricercate che lavorano anche in ambito internazionale, spostandosi di città in città per raggiungere i clienti più facoltosi e generosi..

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