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Il Cammino d’Arte per LDF Studio

Il nuovo progetto sviluppato da LDF Studio Il Cammino d’Arte prevede una stretta connessione tra artisti e spettatori, cambiando la fruizione che questi ultimi possono fare delle opere esposte. Esso nasce dalla volontà di portare le opere al di fuori degli spazi chiusi di un museo e renderle parte integrante del paesaggio stesso.

Con la collaborazione della Fashion designer Chiara Orlandini che da anni si concentra sulle nuove tecnologie e l’ecosostenibilità, Lele Del Fabbro e il suo team di collaboratori hanno dedicato questo progetto all’arte urbana. Quell’arte che ha come obiettivo la riqualificazione di territori altrimenti abbandonati, bisognosi di una rinascita urbanistica e un rilancio culturale senza però intaccarne il paesaggio, nel quale le opere diventano parte integrante. E mantenendone intatta anche l’atmosfera e la valenza storica.

LDF Studio: il Cammino d’Arte

Come nasce il Cammino d’Arte di LDF Studio? Prendendo spunto direttamente dalle correnti del Dadaismo e Surrealismo, e dalle avanguardie dei primi del 900, le quali promuovevano l’interazione umana con il contesto artistico e sociale. E allo stesso tempo dal filosofo francese Guy Debord che nella sua critica alla società capitalista persegue il sogno di uno spazio collettivo in cui creare momenti di aggregazione alla base dei quali l’arte si fonda con l’architettura. Così l’esperienza artistica non è più statica ma l’individuo che partecipa è parte di una comunità ed è parte attiva in ciò che lo circonda.

Si potrebbe dire che sia uno dei valori alla base del lavoro creativo di LDF Studio, ovvero la creazione di una comunità che sia sì eterogenea ma non distante, formata soprattutto da persone che abbiano voglia di collaborare perché condividono gli stessi valori.

Anche il nome, Cammino d’Arte, è ispirato ad un concetto artistico. Il corpo stesso, nel cammino, diventa strumento di percezione di ciò che lo circonda, immergendosi nello spazio e meditando su di esso acquisendone una nuova consapevolezza. L’obiettivo è la creazione di una connessione tra arte, spazio urbano e persone, mediante opere e istallazioni che rendano partecipi lo spettatore che in questo modo può riscoprire gli spazi che lo circondano e apprezzarne la valenza artistica diventando parte integrante del processo artistico stesso. Così come affermato dal critico d’arte francese Nicola Bourriaud nel suo libro Relational Art; l’arte relazionale è un nuovo modo di intendere l’arte che non più statica e da ammirare, diventa partecipativa attraverso nuove forme di esposizione che comprendano performance e installazioni alle quali il pubblico possa partecipare.

L’arte partecipativa

LDF Studio vuole, attraverso il suo progetto Il Cammino d’Arte, rendere le persone più interessate e attente allo spazio in cui vivono e convivono. Attraverso l’arte urbana, che diventa così fruibile da tutti e vivibile nella quotidianità, il territorio diventa oggetto di interesse da vivere, preservare e migliorare.

LDF Studio crede che questo sia anche un metodo per incoraggiare l’interesse delle persone a migliorare lo spazio pubblico in cui convivono, per accrescerne il rispetto e per rendere l’arte più fruibile nella quotidianità del cittadino stesso. Bourriad dice che l’opera d’arte non deve essere una produzione isolata e che “questi progetti partecipativi sono scambi tra le persone e le opere d’arte o gli oggetti stessi”. L’arte pubblica quindi è uno scambio continuo tra architettura, natura e persone che si influenzano reciprocamente creando qualcosa di unico.

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